La biodegradabilità

E' un concetto che è familiare a tutti. I materiali organici naturali, che derivano cioè da esseri viventi, giunti al suolo tendono progressivamente a decomporsi, a sparire. Questo fenomeno è molto importante per l'ambiente che deve liberarsi dai rifiuti e dalle scorie per far posto alla nuova vita. Gli alberi, le piante, le alghe assumono anidride carbonica dall'atmosfera e la utilizzano per sintetizzare zuccheri e, da questi, tutte le altre numerosissime sostanze presenti in natura, grazie al "motore", il sole, fonte inesauribile di energia.
Questo meccanismo si incepperebbe velocemente, però, se non esistesse la possibilità inversa, cioè quella che permette di liberare anidride carbonica a partire dalla materia organica. Quindi il processo di biodegradazione ha, nell'equilibrio naturale, pari dignità col processo inverso di fotosintesi, di cui rappresenta l'esito e nello stesso tempo la partenza.
Ruolo importante nella biodegradazione è quello dei microrganismi, che presenti in qualunque ambiente, vivono coi rifiuti organici occupando l'ultimo anello della catena alimentare.
La materia organica viene così ritrasformata in anidride carbonica con la chiusura del ciclo naturale.

 
Pila al cadmio Alcuni milioni di anni
Bottiglia di vetro Alcuni millenni
Sacchetto di plastica Oltre 800 anni
Bottiglia di plastica Oltre 500 anni
Flacone di plastica Oltre 500 anni
Lattina in alluminio Oltre 100 anni
Barattolo Oltre 50 anni
Legno Oltre 2 anni
Maglione di lana Oltre 1 anno
Pannolino Oltre 1 anno
Sigaretta Oltre 1 anno
Cartone Oltre 2 mesi
Giornali Oltre 2 mesi
Carta assorbente Oltre 4 settimane

Ultimo aggiornamento 11/11/2011